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STREGHETTA1987NAPLESVAN PER LA NOTTE TURCHINA LE NOTE LIMPIDE E GRAVI D 'UN PIANOFORTE.CHI VEGLIA DISOTTO ALLA LUNA CRESCENTE?
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July 14 FINALMENTE HO CAPITO PERCHè FSTEGGIO SANTA LAURA IL 18 AGOSTO E NON AD OTTOBRE...ESISTE ANCHE SAN LAUROLa sua celebrazione, unitamente ai santi Floro, Proculo e Massimo, è riportata nel ‘Martirologio Romano’ al 18 agosto e deriva da altre citazioni dei Sinassari e Atti greci. Lauro e Floro sono considerati fratelli, di mestiere tagliapietre o fabbricanti di statue, ma anche costruttori edili, discepoli di Proculo e Massimo a Bisanzio. July 06 ERRARE è UMANO..PERDONARE è DIVINOQUESTA FRASE MI VENIVA SEMPRE DETTA DA UA PERSONA SUPER SPECIALE(MIA NONNA)..MA DIMENTICARE è UNA PROVA D'UMANITA? NON CREDO.. può essere anche una prova di stupidità,esperienza è il nome che diamo ai nostri errori,se io dimentico gli sbagli li rimuovo,e non traggo insegnamento,non SAREI umanA ma STUPIDA.
Errare è umano. Cercare il perdono è terribilmente umano.. :-) Noi uomini con il cuore di puzzle, piangiamo quando un pezzetto cade e ci disperiamo se il movente del fatto siamo noi.. Se qualcuno cerca perdono disperatamente significa che della persona tradita ne aveva fatto un pezzETTO del cuore suo. Significa che la vuole, la desidera, ne necessita.. La cosa penso sia positiva, se è disposto sia a rivendicarla come sua sia ad amarla e rispettare la sua felicità come farebbe con se stesso.. Insomma se lo fai tuo, devi non solo desiderarlo, ma anche essere disposto a concorrere continuamente ai suoi desideri, così reciprocamente. Se dopo la perdita, dopo l'errore, non giunge il desiderio di farsi perdonare o giunge fioco.. Allora la persona non era parte di te. Questo significa che di perdonare non ne vale la candela! Insomma, perdonare è umano, e come atto umano richiede di astuzia e riflessione. Non facciamo di tutta l'erba un fascio.. Il perdono varia da chi lo richiede. Perdonare secondo me significa ridonare la fiducia.. Se lo sgarro è grande il perdono segue molto dopo la momentanea rappacificazione. Poi i casi e i rapporti sono così vari che elencare uno schemino prefissato mi sta facendo sentire un'idiota.. Il punto è che secondo me perdonare non significa dimenticare. Perdonare vuol dire riconoscere che il gesto negativo compiuto è un errore. Capire che questo non determina la persona, ma è un errore, una cosa insolita, che non fa parte della persona, ma appunto la parole "errore" spiega tutto.. Perdonare significa ricordare senza rimurginare. Significa sentirsi pronti a riprendere il rapporto nonostante ciò che è accuduto. Non sempre si deve perdonare chi si ama. Io non ho mai perdonato una persona. Perchè.. Perchè il suo non era un errore.. Il suo era una manifestazione del suo essere che io sciocca non avevo intravisto. Lui dopo si è disparato, ma mi ha procurato dolore e certi segni sono indelebili. Certe cose non posso nemmeno tentare di vederle come errore. L'errore l'ho commesso io vedendo in lui qualcosa per me di gradevole. Non è persona che possa soddisfare i miei bisogna, non ama come me, ama di un amore barbaro e superficiale, debole e triste, che non è mia intenzione comprendere e accettare. Non posso perdonarlo, perchè dovrei perdonargli il fatto di essere ciò che è. Dimenticare è da sciocchi ed è prova di umanità, sì.. Di quell'umanità che io non apprezzo! SIAMO TUTTI UN Pò IMERFETTIARIA DI PENTIMENTI RENATO ZERO Voglia di ripulirsi desiderio di espiare, tutti santi tutti onesti è già. Trasparenze ritrovate, esistenze deodorate in un bagno di verginità, che brava gente è questa qua! Aria di pentimenti bell’esempio complimenti le apparenze sono salve si, una mano di vernice sostituire una cornice gratta gratta il marcio è ancora là pentirti non ti servirà! quanti misteri insoluti e quanta miseria che c’è a rattoppare quei buchi toccherà ancora a te, le tasche piene di niente eppure la vita è con noi, si abbuffi il signore vedrai che conto, vedrai. Anime labili, mani talmente infallibili, eccoli guardali ubriachi di petrolio che annusano utopie che spingono persino i loro figli verso il buio delle idee, hai voglia di cambiare paese nome e identità la voce del rimorso può seguirti anche fino all’aldilà. Corse al confessionale tutti a farsi benedire , storie rigenerate quì, è il giorno del giudizio liberarsi di ogni vizio non si può più vivere così tutti d’accordo adesso si. Languisci, gemi, contorciti vittime ancora noi, meglio sarebbe saldare il tuo conto lo sai. Lacrime facili uomini a un tratto patetici, strisciano, tremano, evviva l’ignoranza se siete giunti fino a qui noi certo neanche noi siamo perfetti ma almeno onesti questo si, vi abbiamo avuti accanto disseminati per la via, speriamo si alzi un generoso vento e che vi spazzi tutti via…Via! Via! Allora dimmi ti penti, ti penti o no?
La grido quando sono arrabbiata…ed anche oggi saprei a chi dedicarla… ASSOCIARE UNA CANZONE AD UN QUADRO..UN QUADRO AD UNA PERSONA..UNA PERSONA ALLA VITASalutandotiaffogo"
Contemplare un addio Non basterà Il bisogno di un viaggio è paura e coraggio E sto qui Ancora io ci penso a te Non dimenticherò da ora in poi i paesaggi del mondo e le fotografie insieme a te ma ora salutandotiaffogo.... Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... Perdo il tuo sguardo Cerco il ricordo Lo fermo, mi sveglio Ti guardo e sto meglio E sei qui Ma ora salutandotiaffogo... Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... E quando non verrà mattina resterò accanto a te E quando il buio si avvicina Se succede pensa a me E mi ritrovo a non capire Mentre il giorno muore Ed ogni notte era amore Ed ogni giorno era un errore Stringi le mie mani come per l'ultima volta E dopo guardami negli occhi come fosse un anno fa E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più E domani so che sarò troppo solo Ma dillo adesso cosa pensi Salutandotiaffogo... June 29 MASSIMO STANZIONEMassimo StanzioneOrta 1585 - Napoli 1656Illustre esponente della Pittura OrteseE' il principale esponente di quella tendenza naturalistica della pittura secentesca napoletana che,pur procedendo dal Caravaggio, sfociò in esiti dichiaratamente classicistici. Poco o nulla si conosce della sua attività giovanile: è attestato che ricevette commissioni a partire dal 1615,e già nel '17 doveva essere pittore affermato se G.B. Basile gli dedicò una lunga ode. Proprio in quell'anno compì un viaggio a Roma (dove è documentato nell'ambito di Santa Maria della Scala),intessendo rapporti con i caravaggeschi nordici,ma soprattutto con G. Lanfranco e S.Vouet, rapporti che daranno più tardi i loro frutti.Del 1618 è la Presentazione al Tempio nella chiesa della Santissima Annunziata di Giugliano (Napoli),dove ancora è presente la sua formazione manieristica, avvenuta con tutta probabilità nella bottega di F. Santafede. Personalità fortemente ricettiva, Stanzione non fu insensibile al naturalismo caravaggesco,che assimilò attraverso la mediazione di Battistello Caracciolo,come dimostra nel Compianto sul Cristo morto della Galleria Corsini a Roma,siglato col titolo di <eques> e quindi databile tra il '23 e il '25,al tempo di un nuovo soggiorno romano. In questa scia vanno anche viste opere come le Storie del Battista (Madrid,Prado), l'Assunta (New york,Coll,Cook), il Martirio di sant'Agata (Napoli,Gal.di Capodimonte), eseguite qualche anno prima delle tele per la cappella di San Bruno nella certosa di San Martino a Napoli (che i documenti attestano già iniziate nel 1633). A partire da questa data l'artista mostra di risentire dell'influsso di Lanfranco, di Artemisia Gentileschi dello stesso Ribera,presenti in quegli anni a Napoli,e di Vouet,ma soprattutto di G. Reni. Nella notte dopo l'ultimo giorno di carnevale del 1639, andò a fuoco la sontuosa "macchina" di legno per l'esposizione del SS.Sacramento, che era stata sistemata all'altare maggiore. All'alba del mercoledì delle ceneri si costatarono i danni. "L'incendio aveva malmenato e quasi distrutti gli interiori ornamenti della chiesa, ma soprattutto le pitture [opera di Belisario Corenzio] erano completamente guaste o annerite".
Era imminente la ricorrenza del centenario dell'approvazione pontificia della Compagnia di Gesù (1640) e i Padri Gesuiti non vollero rinunciare a festeggiare degnamente questa data. Si rivolsero perciò a Massimo Stanzione (ritenuto uno dei migliori artisti dell'epoca), che per la somma di 1.400 ducati d'argento, si impegnò ad affrescare di nuovo tutta la volta della grande cappella, quella dedicata a Maria, entro la fine di luglio del 1640, cioè in meno di undici mesi.
Il P.Magnati, responsabile della chiesa, rimase a fianco dell'artista come consulente e come guida spirituale. E per questo racconto della "vita di Maria" suggerì allo Stanzione episodi nei quali non compare Gesù nella sua realtà terrena, in quanto tutto ciò era stato già illustrato nella volta della navata di ingresso. Ma poiché nei vangeli ci sono ben pochi accenni alla vita di Maria, si ispirò ai vangeli apocrifi, oggi poco conosciuti, ma che pure hanno qualche diritto di cittadinanza nella Chiesa, tanto che alcuni episodi sono stati accolti nella liturgia, come la presentazione di Maria al tempio (memoria liturgica il 21 novembre) o addirittura sono diventati dogma di fede, come l'Assunzìone (festa del 15 agosto).
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